Non si muoveva, era una pietra nel mio stomaco, irrisorio il suo sorriso, mi tartassava con domande fastidiose ed odiose. E mi faceva scoppiare il cervello.
"Tu sei sempre sorridente, ma chi ti ascolta la vede quella smorfia sul tuo viso.
Per quanto pensi di poter ancora trattenere la tua violenza?
i tuoi desideri di distruzione?
la tua rabbia ormai in eccesso?
più sorridi e più muori, lo sai, no?"
Irrisorio il suo sorriso.
Era un macigno nel mio stomaco ed affondavo la testa nel cuscino per non sentire nulla, per soffocare ogni istante. Per non disarmare i miei occhi.
"Guarda che ti leggo nel pensiero, so quello che hai dentro e non ti nascondo che ci sono momenti in cui ti massacrerei di pugni e calci, una violenza quasi incontrollabile. Hai sempre quei dannatissimi mal di testa e suoni le tue canzoni come fossero un surrogato della tua tristezza, imbracci quella chitarra in modo così viscerale, ameresti in questo modo un eventuale figlio?"
No, la risposta era No, a tutto. No.
Ed avevo un gran mal di testa, durante i quali mi sarei massacrata volentieri di pugni e calci.
di ILENIA VOLPE
martedì 29 dicembre 2009
domenica 13 dicembre 2009
il gigante e lo squaletto
ciao padre,
quante volte avrei voluto parlarti, stringerti. quando seduto su quel divano, fissavi il vuoto dei ricordi.
quante volte avrei voluto dirti che non sono una donna abbastanza coraggiosa da mostrarti tutto il mio amore. e forse non sono affatto una donna.
ci hanno sempre paragonato ad un side-car: io-piccola, attaccata a te come uno squaletto che non può far male, nascosta dietro alle tue spalle possenti e riparata dal calore delle tue mani. e tu-sai quanto io odi il freddo.
non serve più parlarci e quando accade mi scoppia il cuore, così come l'altro giorno. avevi ragione.
è che non perderò mai il vizio di nascondere le mie debolezze mostrando nervosismo, freddezza, fastidio.
ma tu la sai la verità, che più amo e più soffro, più stai male e più odio.
quando fissi quel vuoto, mi viene naturale ricordare la tua goffa caduta su quel miracoloso ed inatteso manto di neve. e ricordo l'odore inebriante dei cornetti caldi caldi che mamma amava affogare nello zucchero a velo. ricordo i racconti delle dis-avventure lavorative - ah, che divertimento! - li attendevo con ansia, morbosità, erano tutti nostri, quei cavolo di racconti!
e poi ricordo quella chiamata di notte e la tua dignità da gigante incrinato, quell'incredulità di fronte ad una vita che sembrava divertirsi a snocciolare le nostre certezze con l'irriverenza di una scimmietta da circo.
e quella volta che hai finto di aver dato una capocciata colossale alla serranda del terrazzino?! mio dio, che grasse risate!
uh, la frenata da voltastomaco perchè "stava attraversando la strada una formica"?! quella te la ricordi?!
ti ho emulato spesso.
e devo confessarti che una volta, per fare la stupida, l'ho data per davvero una capocciata ad una serranda, quella di un bar. sicuramente avrò investito qualche formica, ma ti giuro che ci ho fatto attenzione!
no, non parlare, che tanto io e te ci capiamo.
perchè tu sai che dietro alle mie spalle c'è una montagna che si diverte a giocare a nascondino dentro l'oceano dei nostri ricordi.
ti voglio bene, padre.
Ilenia
questo "racconto" non è da considerarsi necessariamente autobiografico.
in ogni caso: ti voglio bene, papà.
di ILENIA VOLPE
quante volte avrei voluto parlarti, stringerti. quando seduto su quel divano, fissavi il vuoto dei ricordi.
quante volte avrei voluto dirti che non sono una donna abbastanza coraggiosa da mostrarti tutto il mio amore. e forse non sono affatto una donna.
ci hanno sempre paragonato ad un side-car: io-piccola, attaccata a te come uno squaletto che non può far male, nascosta dietro alle tue spalle possenti e riparata dal calore delle tue mani. e tu-sai quanto io odi il freddo.
non serve più parlarci e quando accade mi scoppia il cuore, così come l'altro giorno. avevi ragione.
è che non perderò mai il vizio di nascondere le mie debolezze mostrando nervosismo, freddezza, fastidio.
ma tu la sai la verità, che più amo e più soffro, più stai male e più odio.
quando fissi quel vuoto, mi viene naturale ricordare la tua goffa caduta su quel miracoloso ed inatteso manto di neve. e ricordo l'odore inebriante dei cornetti caldi caldi che mamma amava affogare nello zucchero a velo. ricordo i racconti delle dis-avventure lavorative - ah, che divertimento! - li attendevo con ansia, morbosità, erano tutti nostri, quei cavolo di racconti!
e poi ricordo quella chiamata di notte e la tua dignità da gigante incrinato, quell'incredulità di fronte ad una vita che sembrava divertirsi a snocciolare le nostre certezze con l'irriverenza di una scimmietta da circo.
e quella volta che hai finto di aver dato una capocciata colossale alla serranda del terrazzino?! mio dio, che grasse risate!
uh, la frenata da voltastomaco perchè "stava attraversando la strada una formica"?! quella te la ricordi?!
ti ho emulato spesso.
e devo confessarti che una volta, per fare la stupida, l'ho data per davvero una capocciata ad una serranda, quella di un bar. sicuramente avrò investito qualche formica, ma ti giuro che ci ho fatto attenzione!
no, non parlare, che tanto io e te ci capiamo.
perchè tu sai che dietro alle mie spalle c'è una montagna che si diverte a giocare a nascondino dentro l'oceano dei nostri ricordi.
ti voglio bene, padre.
Ilenia
questo "racconto" non è da considerarsi necessariamente autobiografico.
in ogni caso: ti voglio bene, papà.
di ILENIA VOLPE
io NON v-O-g-L-i_o regali
no, no, no, non è colpa tua!!
dico sul serio, NON è colpa tua!
guarda, sto sorridendo.. sorrido e non è colpa tua :) :D
ma io non voglio regali, non mi interessano, ma cosa vuoi che ci faccia, dei regali.
hai appena lasciato i tuoi scarti umani ad una speranza. ti ha colpito quella monetina? ti ha centrato sulla tua dannatissima testa vuota?
ora hai il vetro pulito, puoi veramente dire di aver raggiunto uno scopo nella vita.
tu hai il vetro pulito e lui ha assaporato lo schifo del tuo scarto umano. ma poi ti ha colpito? ti ha ferito? ha danneggiato la fiancata della tua sfrecciante auto d'occasione?
fai schifo.
e tu? si, dico a te. tu l'hai abbandonata, l'hai illusa e poi abbandonata. e per chi? per cosa? per un involucro tristemente vuoto.
ti avrebbe dato tutto o forse quasi tutto; ma tu l'hai abbandonata per il nulla, per una formichina ubriaca e drogata.
ha sempre in tasca pochi spicci, lei (rigorosamente estratti dal conto dei suoi genitori), li spende, ovvio, drogata e ubriaca, ma li spende.
tu e la tua immagine sporca e lei che ha assaporato lo schifo del tuo scarto umano. ma poi ti ha colpita? ti ha ferita? ha danneggiato la fiancata della tua luminosa posa di circostanza?
fai schifo.
e io, sinceramente, non voglio regali.
di ILENIA VOLPE
dico sul serio, NON è colpa tua!
guarda, sto sorridendo.. sorrido e non è colpa tua :) :D
ma io non voglio regali, non mi interessano, ma cosa vuoi che ci faccia, dei regali.
hai appena lasciato i tuoi scarti umani ad una speranza. ti ha colpito quella monetina? ti ha centrato sulla tua dannatissima testa vuota?
ora hai il vetro pulito, puoi veramente dire di aver raggiunto uno scopo nella vita.
tu hai il vetro pulito e lui ha assaporato lo schifo del tuo scarto umano. ma poi ti ha colpito? ti ha ferito? ha danneggiato la fiancata della tua sfrecciante auto d'occasione?
fai schifo.
e tu? si, dico a te. tu l'hai abbandonata, l'hai illusa e poi abbandonata. e per chi? per cosa? per un involucro tristemente vuoto.
ti avrebbe dato tutto o forse quasi tutto; ma tu l'hai abbandonata per il nulla, per una formichina ubriaca e drogata.
ha sempre in tasca pochi spicci, lei (rigorosamente estratti dal conto dei suoi genitori), li spende, ovvio, drogata e ubriaca, ma li spende.
tu e la tua immagine sporca e lei che ha assaporato lo schifo del tuo scarto umano. ma poi ti ha colpita? ti ha ferita? ha danneggiato la fiancata della tua luminosa posa di circostanza?
fai schifo.
e io, sinceramente, non voglio regali.
di ILENIA VOLPE
martedì 8 dicembre 2009
Bar-collando
era buona la bruschetta, ma non avevo granchè fame.
tutto, lì fuori, sembrava invitarmi a deporre i miei intenti di ribellione e follia, niente e nessuno era più in grado di assorbire di nuovo le mie viscere.
mani fra i capelli, quei pezzettini di pomodoro mi fissavano incuriositi, ma non avevo voglia di parlare, di spiegare, di versare lacrime, mai più lacrime, m-a-i p-i-ù.
erano totalmente inutili, le lacrime. si sarebbero-disperse sempre e comunque, non una traccia, non una pacca sulla spalla, non un abbraccio stretto quanto quella volta.
mi veniva da vomitare e nulla, lì fuori, sembrava cullare i miei scoordinati tentativi di accarezzare immaginariamente le tue dolci mani.
la mia lacrima si disperse tra i pomodorini della bruschetta.. sembrava molto buona, ma io proprio non avevo fame
di ILENIA VOLPE
tutto, lì fuori, sembrava invitarmi a deporre i miei intenti di ribellione e follia, niente e nessuno era più in grado di assorbire di nuovo le mie viscere.
mani fra i capelli, quei pezzettini di pomodoro mi fissavano incuriositi, ma non avevo voglia di parlare, di spiegare, di versare lacrime, mai più lacrime, m-a-i p-i-ù.
erano totalmente inutili, le lacrime. si sarebbero-disperse sempre e comunque, non una traccia, non una pacca sulla spalla, non un abbraccio stretto quanto quella volta.
mi veniva da vomitare e nulla, lì fuori, sembrava cullare i miei scoordinati tentativi di accarezzare immaginariamente le tue dolci mani.
la mia lacrima si disperse tra i pomodorini della bruschetta.. sembrava molto buona, ma io proprio non avevo fame
di ILENIA VOLPE
sabato 5 dicembre 2009
Le ossessioni non sono abilitate alle chiamate entranti
Persona Inutile: Hai mai pensato di trovarti un lavoro migliore?
Ilenia: Indubbiamente. Quello che faccio lo odio, lo affogherei sotto uno schifosissimo terreno fangoso.
Persona Inutile: e perchè non lo molli? Trova qualcos'altro, no?!
Ilenia: non posso, sono imprigionata nei miei sogni, nei miei ritmi, nell'attesa. Ma un giorno sarà tutto diverso. Guardami ora negli occhi, li vedi i miei occhi?
Persona Inutile: certo che li vedo.
Ilenia: bene. Un giorno sarà tutto diverso.
Persona Inutile: parli sempre dei tuoi sogni, delle tue attese: non ti sembra tutto un pò.. come dire.. "astratto"?
Ilenia: forse. Posso sostenere, senza ombra di dubbio, di essere decisamente ripetitiva, quasi ossessionata. L'ossessione, l'ossessione.. senti quante S: ossessione. Incredibile.
Persona Inutile: mmm.. permettimi la domanda ma... tu, per caso, sei malata?
Ilenia: no, sono sanissima (senti quante S). Ma questo non ha importanza, sai? Tu fai molte domande, probabilmente troppe. Hai mai pensato di scrivere un libro?
Persona Inutile: scrivere un libro?! Io?! Ma figurati, non saprei proprio da dove cominciare!
Ilenia: mmm.. e di trovarti un lavoro migliore?
Persona Inutile: si.
Ilenia: perchè non lo molli? Trova qualcos'altro, no?!
Persona Inutile: e che mi metto a fare?!
Ilenia: non hai un sogno?
Persona Inutile: mmm, direi di no, i sogni sono inutili.
Ilenia: inutili.. non ci sono S in questa parola. Sei malata?
di ILENIA VOLPE
Ilenia: Indubbiamente. Quello che faccio lo odio, lo affogherei sotto uno schifosissimo terreno fangoso.
Persona Inutile: e perchè non lo molli? Trova qualcos'altro, no?!
Ilenia: non posso, sono imprigionata nei miei sogni, nei miei ritmi, nell'attesa. Ma un giorno sarà tutto diverso. Guardami ora negli occhi, li vedi i miei occhi?
Persona Inutile: certo che li vedo.
Ilenia: bene. Un giorno sarà tutto diverso.
Persona Inutile: parli sempre dei tuoi sogni, delle tue attese: non ti sembra tutto un pò.. come dire.. "astratto"?
Ilenia: forse. Posso sostenere, senza ombra di dubbio, di essere decisamente ripetitiva, quasi ossessionata. L'ossessione, l'ossessione.. senti quante S: ossessione. Incredibile.
Persona Inutile: mmm.. permettimi la domanda ma... tu, per caso, sei malata?
Ilenia: no, sono sanissima (senti quante S). Ma questo non ha importanza, sai? Tu fai molte domande, probabilmente troppe. Hai mai pensato di scrivere un libro?
Persona Inutile: scrivere un libro?! Io?! Ma figurati, non saprei proprio da dove cominciare!
Ilenia: mmm.. e di trovarti un lavoro migliore?
Persona Inutile: si.
Ilenia: perchè non lo molli? Trova qualcos'altro, no?!
Persona Inutile: e che mi metto a fare?!
Ilenia: non hai un sogno?
Persona Inutile: mmm, direi di no, i sogni sono inutili.
Ilenia: inutili.. non ci sono S in questa parola. Sei malata?
di ILENIA VOLPE
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